Kunstbulletin, Biennale Issue

Kunst_Bulletin_470

Editorial

Five authors report on the 55th Venice Biennale. Special attention is given to the ten newcomer among the national pavilions, as the Maldives, that have worked with an international group of artists. This also includes the Italian Stefano Cagol who brought an Icemonolith to the lagoon city and left it melting on Riva Ca’ di Dio, as “kubrickian metaphor questioning the serious process that is affecting the planet.” Cagol who lives in a village in the Alps and is just back from projects in the Arctic, thus commented the melting of eternal ice, and the resulting rising water level that in the coming decades will flood the sensitive areas – especially the archipelago of Maldives, only maximum 2.4 meters above sea level, or Venice itself. Ecological effects of climate change on global water are addressed also by UN, in 2013, the year of the water, noting that “the sustainable management of water resources is one of the biggest challenges of the 21st Century.” Apparently more than 80% of untreated wastewater still falls into the water, which smells directly in some Venetian Calle.

Create and destroy is also a central artistic principle. Thus, for example, the reference urges to Francis Alys, the act of pushing an ice block along the streets of Mexico City so long, until it was melted. The practice of <Paradox 1 (Sometimes Making Something Leads to nothing)> action, 1997, took nine hours. Cagol’s block of crystal clear glacial ice melted in 72 hours and has long since been absorbed into the green sea algae of the Venetian coast.

Claudia Jolles

 

Editoriale

Cinque autori riportano sulla 55esima Biennale di Venezia. Particolare attenzione è rivolta ai nuovi dieci arrivati tra i padiglioni nazionali, come le Maldive, che hanno lavorato con un gruppo internazionale di artisti. Questo include anche l’italiano Stefano Cagol, che ha portato un blocco di ghiaccio nella città lagunare, lasciandolo sciogliere in Riva Ca’ di Dio, come “metafora kubrickiana a interrogare sul serio il processo che affligge il pianeta.” Cagol, che vive in un villaggio nelle Alpi ed è appena tornato da progetti nell’Artico, ha commentato così lo scioglimento del ghiaccio eterno e il conseguente aumento del livello dell’acqua e il fatto che le aree sensibili – soprattutto l’arcipelago delle Maldive, alto massimo 2,4 metri, o la stessa Venezia – nei prossimi decenni verranno sommerse. Effetti ecologici dei cambiamenti climatici sul bilancio idrico globale sono affronti anche le Nazioni Unite, nel 2013, l’anno dell’acqua, sottolineando che “la gestione sostenibile delle risorse idriche è una delle più grandi sfide del 21° Secolo.” Apparentemente ancora più dell’80% delle acque reflue non trattate cade in acqua, quell’acqua che odora proprio in qualche Calle veneziana.

Creare e distruggere è anche un principio artistico centrale. Così, per esempio, il riferimento va a Francis Alys, l’atto di spingere un blocco di ghiaccio per le strade di Città del Messico tanto, fino a quando viene completamente consumato. L’azione di <Paradox 1 (Sometimes Rendere Leads Qualcosa di azione nothing)> 1997, è durata nove ore. Il blocco di cristallo di ghiaccio glaciale si è sciolto in 72 ore ed è stato da tempo assorbito dalla alghe mare verde sulla costa veneziana.

Claudia Jolles